Fare Castelli Romani Roma in bici in discesa è un modo furbo per godersi i paesaggi dei Castelli e arrivare nella capitale senza trasformare il ritorno in una trattativa con le gambe. Ho provato tre partenze in treno, da Frascati, Castel Gandolfo e Santa Maria delle Mole: scegli la tua e lascia che la gravità faccia una parte del lavoro, che già si sente una collega affidabile.
| Partenza | Arrivo indicativo | Distanza indicativa | Cosa trovi lungo il giro |
|---|---|---|---|
| Frascati | Roma | Circa 40 km | Grottaferrata, campagna, Appia Antica |
| Castel Gandolfo | Roma | Circa 20 km fino all’Appia Antica | Lago Albano, Frattocchie, basolato |
| Santa Maria delle Mole | Roma | Una quindicina di km fino a Porta San Sebastiano | Appia Antica e campagna |
Le distanze cambiano in base alla strada che scegli e al punto in cui consideri concluso il giro. Questi itinerari hanno un senso di marcia: sali verso i Castelli in treno e pedali verso Roma. In bici la parola “discesa” è una promessa simpatica, ma qualche salita e un po’ di fatica riescono sempre a imbucarsi.
Come portare la bici sul treno dei Castelli
La FL4 collega Roma Termini con Ciampino e prosegue sui rami per Frascati, Albano Laziale e Velletri. Ho usato il treno per raggiungere la partenza e poi ho puntato la bici verso Roma: semplice, almeno finché non cominci a controllare se hai preso tutto.
Sui regionali indicati nell’orario con il simbolo della bicicletta, ogni viaggiatore può portare una bici tradizionale, anche a pedalata assistita, lunga al massimo due metri. Le pieghevoli chiuse viaggiano gratis. Sui rami di Albano e Velletri il trasporto bici è previsto su alcuni treni e con limitazioni, perciò controllo l’orario prima di mettermi in viaggio: un giro one way perde poesia se la bici resta in banchina.
Il personale può rifiutare il trasporto se la bici intralcia il servizio, e carico e scarico sono a carico del viaggiatore. Gli autobus regionali ammettono soltanto pieghevoli chiuse in una borsa di 40 × 30 × 15 centimetri. Insomma, conviene arrivare con la bici pronta e senza fare il trasloco sul marciapiede.
Da Frascati a Roma passando per la campagna
Da Frascati raggiungo Roma dopo circa 40 chilometri, con una lunga discesa che attraversa i dintorni dei Castelli e arriva verso l’Appia Antica. Frascati è a circa 320 metri di quota, quindi la partenza dà l’impressione di avere già fatto un buon affare; le gambe, come al solito, vogliono vedere le prove.
Prima di partire mi concedo una passeggiata nel centro: piazza Marconi offre una vista su Roma, mentre Villa Aldobrandini conserva il suo Teatro delle Acque. La zona ha anche Villa Falconieri e Villa Mondragone, ma sulla bici mi organizzo per guardare quello che incontro senza trasformare il giro in una visita guidata con manubrio.
Uscendo da Frascati tengo d’occhio la navigazione e controllo bene la strada scelta. La discesa verso Grottaferrata passa tra centri abitati e campagna; lì si trova l’Abbazia di San Nilo, fondata nel 1004, con le mura del Quattrocento e la Cappella Farnese. Mi fermo volentieri, perché anche il ciclista più lanciato ogni tanto ha bisogno di una scusa per riprendere fiato.
Da Grottaferrata continuo verso Roma attraverso le periferie e la campagna romana, fino al Parco dell’Appia Antica. Si parte da circa 320 metri e si arriva a Roma a poche decine di metri sul livello del mare: la discesa c’è, e lunga. Tra auto e tratti urbani serve attenzione, soprattutto quando la discesa invita a lasciar correre la bici. La gravità lavora gratis, ma i freni li metti tu.
Una volta entrato nel parco, il fondo cambia: l’asfalto lascia spazio al basolato e a tratti sconnessi, con fessure e solchi. Con gomme più larghe mi sento più sereno; con quelle strette, ogni pietra sembra avere un’opinione sulla mia traiettoria.
Da Castel Gandolfo all’Appia Antica
Da Castel Gandolfo raggiungo l’Appia Antica dopo circa 20 chilometri, passando vicino al lago Albano e da Frattocchie. La stazione sta sotto il centro storico e sopra il lago: per salire verso il paese metto in conto una camminata di circa 15 minuti in salita, utile per ricordarmi che il giro è appena cominciato.
Il centro si trova a circa 400 metri di quota e guarda sul lago. Prima di scendere in bici posso passare dal Palazzo Pontificio e dalle Ville Pontificie, oppure fermarmi a osservare il lago Albano, di origine vulcanica. Il giro del lago misura circa 10 chilometri e alterna fondi diversi; qui, però, tengo a mente la direzione verso Roma e non mi faccio adottare dal panorama.
La discesa prosegue verso Frattocchie e l’Appia Antica, con un po’ di strada condivisa con le auto. La parte antica del percorso mette sotto le ruote basolato e sterrato: è bella da vedere, ma non liscia come il pavimento di casa, dove almeno nessuno ti chiede di pedalare. In alcune parti dell’Appia si scende dalla bici e si spinge, quindi non conto di attraversare ogni tratto restando in sella.
Arrivato al parco, incontro i grandi sampietrini e le irregolarità della strada. Lungo l’Appia Antica si possono vedere il Mausoleo di Cecilia Metella, il Tempio di Ercole e le Catacombe di San Sebastiano. Mi fermo quando serve e faccio attenzione al traffico: sulle pietre sconnesse la prudenza ha un vantaggio netto sullo stile.
Da Santa Maria delle Mole a Roma sull’Appia
Da Santa Maria delle Mole arrivo a Porta San Sebastiano dopo una quindicina di chilometri lungo l’Appia Antica. Questa partenza accorcia la pedalata rispetto a Frascati o Castel Gandolfo e permette di entrare presto nel tratto storico, ma anche qui il fondo chiede rispetto: la bici non è un carrello del supermercato.
La stazione si trova sul ramo ferroviario di Velletri, che passa anche da Casabianca e Pavona. Prima di partire verifico che il regionale scelto consenta il trasporto della bici e considero le limitazioni del servizio. Da Roma Termini a Frascati il treno impiega circa 30 minuti e a Castel Gandolfo circa 44: per Santa Maria delle Mole scelgo una corsa del ramo di Velletri col simbolo della bici.
Da Santa Maria delle Mole punto verso Porta San Sebastiano e pedalo in direzione della città. Il tratto dell’Appia Antica offre una discesa leggera dopo la porta, poi prosegue in piano; le prime otto miglia dell’Appia, dalla porta, misurano tra gli 11 e i 12 chilometri, con un centinaio di metri di discesa in tutto. Il paesaggio è il pezzo forte, ma il basolato originale ha fessure e solchi: tengo le mani morbide sul manubrio, altrimenti mi vibra pure il ricordo della colazione.
Tra il decimo e l’undicesimo miglio, e in alcune porzioni del percorso, si scende dalla bici e si spinge. Non è una tragedia: camminare ogni tanto fa bene anche all’autostima, soprattutto quando un sasso ti ha appena convinto che la tua bici abbia le sospensioni di una sedia. Il fondo extraurbano dell’Appia non è asfaltato, mentre il tratto urbano venne asfaltato negli anni Sessanta.
Quale itinerario scegliere e cosa controllare
Scelgo Frascati se voglio una pedalata lunga, con Grottaferrata e più strada prima di arrivare all’Appia. Castel Gandolfo funziona se mi interessa partire dal lago e raggiungere il parco con un percorso più breve. Santa Maria delle Mole è la scelta più diretta per entrare sull’Appia e pedalare verso Porta San Sebastiano.
In tutti e tre i casi porto acqua, controllo freni e gomme e verifico l’orario del treno con trasporto bici. Sul basolato riduco la velocità e scendo nei tratti dove il passaggio in sella è vietato. Così la giornata resta una gita e non un corso accelerato di massaggi ai polsi.
L’Appia Antica si presta a una pedalata con fondo misto e passaggi da affrontare con calma; il parco è sempre aperto, l’ingresso è gratuito e chi non ha la bici trova il noleggio EcoBike in Via Appia Antica 58 e 60. Il sabato e la domenica, dalle 7 alle 19 e tranne ad agosto, l’Appia ha una zona a traffico limitato da cui le biciclette sono esentate: controllo le regole aggiornate prima di uscire. Se cerco una giornata più fresca, i Castelli possono aiutare: la temperatura media massima di luglio è più bassa a Rocca di Papa che a Roma, e Frascati resta in genere uno o due gradi più fresca della capitale.
Per fare Castelli Romani Roma in bici in discesa, scelgo la partenza in base a quanta strada voglio pedalare e a quanto basolato ho voglia di sentire sotto le ruote. Salgo sul regionale, mi godo la discesa e arrivo a Roma con le gambe ancora capaci di salutare, anche se magari senza grande enfasi.

