Le ville tuscolane in bici sono un buon motivo per partire da Frascati e godersi tre tappe tra giardini, fontane e una salita che si fa sentire. Ho pedalato questo giro nell’ordine in cui le ville si incontrano: prima Villa Aldobrandini, poi il parco di Villa Torlonia e infine Villa Mondragone, già sulla via verso il Tuscolo. Le gambe hanno avuto qualcosa da ridire, ma almeno il panorama non presenta il conto.
Quali ville tuscolane incontro pedalando da Frascati?
Le Ville Tuscolane sono dimore storiche costruite tra Cinquecento e Seicento dalla nobiltà papale nei comuni di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata. Ne ho scelte tre che si prestano a una pedalata da Frascati: Aldobrandini e Torlonia a Frascati, Mondragone lungo la salita verso Monte Porzio Catone.
Il giro delle ville non è un itinerario con una lunghezza unica da seguire: ho inserito le soste nella salita al Tuscolo, così puoi scegliere quanto allungare la giornata. Per capirci, da Frascati al Tuscolo si parla di una decina di chilometri e circa 400 metri di dislivello; la cima arriva intorno ai 670-680 metri. È una salita vera, ma non serve firmare un testamento sportivo prima di partire.
| Dato del percorso | Indicazione |
|---|---|
| Partenza | Frascati, piazza Marconi |
| Tappe raccontate | Villa Aldobrandini, parco di Villa Torlonia, Villa Mondragone |
| Direzione | Da Frascati verso Monte Porzio Catone e il Tuscolo |
| Salita Frascati-Tuscolo | Circa 10 km e 400 m di dislivello |
| Quota di Frascati | Circa 320 m |
| Quota di Monte Porzio Catone | 451 m |
| Quota del foro di Tuscolo | 629 m |
| Quota della cima del Tuscolo | Circa 670-680 m |
Tra una villa e l’altra scegli tu quanto girare per le strade di Frascati, perché le tre tappe si incastrano dove vuoi. Prima di partire guarda come visitare ciascuna villa, così la giornata non si trasforma in una caccia al cancello aperto.
Le ville sono una decina e hanno destini molto diversi: Aldobrandini è privata, Lancellotti pure, Mondragone appartiene all’università di Roma Tor Vergata, Torlonia è un parco del Comune di Frascati, Villa Falconieri è del Demanio e ospita l’Accademia Vivarium Novum, mentre Villa Tuscolana e Villa Grazioli sono diventate alberghi. Per un ciclista significa una cosa sola: alcune si visitano, altre si ammirano da fuori e tutte meritano una telefonata prima.
Da dove parto per vedere Villa Aldobrandini in bici?
Da piazza Marconi pedalo verso Villa Aldobrandini, che domina Frascati da un’altura sopra il centro. La villa fu voluta dal cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII, e progettata da Giacomo Della Porta; Carlo Maderno proseguì i lavori. La storia è solenne, mentre arrivo con la faccia di chi ha appena fatto una rampa per recuperare una borraccia.
Mi fermo ai giardini terrazzati e al Teatro delle Acque, il grande ninfeo con fontane disposte su più livelli. Il complesso si sviluppa su terrazze e il ninfeo misura circa 2.500 metri quadrati: una scala d’acqua così scenografica fa sembrare la mia borraccia un progetto architettonico minore.
All’interno, la Camera di Apollo, detta anche del Parnaso, conserva affreschi del Domenichino. Goethe fu ospite della villa e i viaggiatori del Grand Tour la chiamavano “Regina Villarum”. Anche senza entrare, il nome spiega bene perché valga la sosta: qui la vista di Frascati si prende la scena e posso fingere che il fiatone sia commozione artistica.
Villa Aldobrandini è privata e gli interni sono chiusi al pubblico. Il parco si visita tramite l’ufficio turistico di Frascati; per altre informazioni conviene contattare la villa prima di organizzarsi. Accanto si trovano le Scuderie Aldobrandini, oggi sede del Museo Tuscolano e di un centro congressi: così, tra arte e archeologia, anche la pausa sembra avere un programma culturale.
Che cosa vedo al parco di Villa Torlonia?
Il parco di Villa Torlonia è una tappa pubblica a Frascati, dove restano il teatro d’acqua, le fontane e le scalinate. La villa originaria fu quasi distrutta dal bombardamento dell’8 settembre 1943 e poi demolita; al suo posto oggi c’è un edificio residenziale. È una storia amara, quindi mi prendo il tempo di guardare quello che è rimasto invece di fare il turista col cronometro.
Il luogo aveva una storia già lunga prima dei Torlonia. Nel 1563 il terreno apparteneva all’abbazia di Grottaferrata e passò ad Annibal Caro, che vi costruì una villetta e tradusse l’Eneide. Nel corso del tempo arrivarono diversi proprietari, fino ai Torlonia nell’Ottocento. Per una sosta in bici basta una curiosità alla volta: l’Eneide è già abbastanza impegnativa senza provarci in salita.
Il Teatro delle Acque fu realizzato da Carlo Maderno tra il 1607 e il 1625. La scalinata d’acqua, le nicchie e le fontane danno al parco il suo carattere, anche dopo la perdita dell’edificio principale. Mi fermo volentieri qui a riprendere fiato: chiamarla pausa culturale è un modo elegante per ammettere che le gambe stanno negoziando.
Il parco è comunale. Prima di andarci controllo gli orari aggiornati, soprattutto se voglio incastrare la visita con le altre tappe. Se pedali nel centro di Frascati, fai attenzione al traffico e alle manovre: il paesaggio aiuta, ma non tiene il manubrio al posto tuo.
Si arriva in bici a Villa Mondragone?
Villa Mondragone si raggiunge pedalando sulla strada verso Monte Porzio Catone, e la salita al Tuscolo costeggia le ville tuscolane, compresa questa. La villa si trova nel territorio di Monte Porzio Catone, a 416 metri di quota, ed è sorta sui resti di una villa romana. Quando ci arrivo, il cambio agile diventa il mio migliore amico: quello che fa il lavoro mentre cerco di sembrare fresco.
I lavori iniziarono nel 1573 per il cardinale Marco Sittico Altemps, su progetto di Martino Longhi il Vecchio. Il nome richiama il drago nello stemma di papa Gregorio XIII, che nel 1582 firmò qui la bolla Inter gravissimas, legata all’inizio del calendario gregoriano. La villa fu ampliata dal cardinale Scipione Borghese, che la comprò nel 1613, e rimase residenza papale fino al 1626.
Oggi Villa Mondragone appartiene all’università di Roma Tor Vergata ed è un centro congressi. Tra le parti del complesso spiccano il Portico del Vasanzio, il Giardino della Girandola, la Sala del Teatro e la Sala degli Svizzeri. Le visite guidate si prenotano: controllo con la villa e con l’ufficio turistico prima di partire, perché trovare il portone chiuso dopo la salita è un finale che non merita neppure una commedia.
Prima di Mondragone, sulla via del Tuscolo, passo davanti a Villa Falconieri: la fece restaurare Borromini dal 1628 per Orazio Falconieri e oggi è dello Stato. Le visite di solito sono consentite la domenica mattina, quindi se vuoi entrare organizza la salita di conseguenza e verifica prima. Per arrivare al Tuscolo, da qui proseguo verso Monte Porzio Catone e poi lungo la strada che sale. Il primo tratto è trafficato, quindi tengo la destra e resto concentrato, anche se la tentazione di guardare ogni villa è forte. Più avanti, verso Monte Porzio, incontro l’Eremo di Camaldoli e i castagni: un tratto che ripaga un po’ il conto presentato dalle gambe.
Come organizzo la visita delle Ville Tuscolane?
Per visitare le Ville Tuscolane in bici, decido prima quali tappe voglio vedere da vicino e verifico le aperture con le ville e l’ufficio turistico. Aldobrandini richiede informazioni per la visita del parco, Torlonia è un parco comunale e Mondragone propone visite guidate su prenotazione. Gli orari possono cambiare, quindi una verifica prima di uscire evita di trasformare la giornata in un giro di telefonate con il casco in testa.
A Frascati posso arrivare anche in treno da Roma Termini: il viaggio dura circa mezz’ora e Frascati è il capolinea. Sui treni regionali è ammessa una bici per viaggiatore, comprese le bici a pedalata assistita, sui convogli con il pittogramma della bici; il supplemento costa 3,50 euro, vale fino a mezzanotte e va convalidato. Il personale può vietare il trasporto se il treno è troppo affollato, quindi verifico il servizio prima di caricare la bici e partire.
La stazione di Frascati dispone di biglietteria automatica, sala d’attesa e bar: un dettaglio pratico che apprezzo più del solito, specialmente quando la borraccia è ormai una decorazione. Da lì raggiungo piazza Marconi e inizio a pedalare tra le ville, scegliendo con calma se fermarmi solo a Frascati o continuare verso il Tuscolo.
Le Ville Tuscolane in bici mi hanno dato tre soste con caratteri diversi: il panorama e i giardini di Aldobrandini, le fontane del parco Torlonia e la storia di Mondragone lungo la salita. Parto da Frascati, controllo le visite e poi pedalo verso il Tuscolo con un po’ di pazienza: la strada sale, ma le ville fanno passare il tempo meglio di una discussione con le mie gambe.

