Castel Gandolfo in bici è un giro a tappe tra un paese di papi e un lago vulcanico, con una discesa che al mattino ti sembra geniale e una risalita che al pomeriggio ti fa ripensare ai tuoi studi. Sono arrivato in treno, ho girato tra piazza, ville e riva, e sono tornato su con le gambe di chi ha deciso di mangiare il gelato in discesa e pagarlo in salita.
Come si arriva a Castel Gandolfo in bici?
Si arriva con la FL4, sul ramo Roma-Albano, che ferma alla stazione di Castel Gandolfo, sotto il centro storico e sopra il lago. Da Roma Termini servono circa 44 minuti, e da lì il paese è a un quarto d’ora a piedi in salita: con la bici a mano il quarto d’ora ha molto meno poesia.
Sul treno la bici non ha il posto garantito. Alcuni treni FL4 la ammettono con limitazioni, e nei festivi la situazione può cambiare, quindi controlla il singolo treno nell’orario prima di uscire di casa. Sugli autobus regionali passano solo le bici pieghevoli chiuse in una borsa da 40x30x15 cm, dimensione che a una bici normale non fa nemmeno il solletico.
Dal piazzale della stazione parte anche il bus Link per la fermata Ville Pontificie, dal lunedì al sabato, con un euro in più sul biglietto del treno. Con la bici al seguito non lo darei per scontato: la pagina del servizio non dice nulla sulle bici, quindi meglio pedalare.
| Tappa | Cosa trovi | Da sapere |
|---|---|---|
| Stazione FL4 | Linea Roma-Albano, 44 minuti da Termini | Quarto d’ora a piedi in salita verso il centro |
| Piazza della Libertà | Palazzo Pontificio, fontana, collegiata | Quota del paese circa 400 m |
| Ville Pontificie | Villa Barberini, giardino, Specola | Circa 55 ettari, visite da prenotare |
| Lungolago | Lago Albano a 293 m | La risalita chiede gambe fresche |
| Giro del lago | Anello di circa 10 km | Metà sterrato, metà asfalto |
Cosa vedo in piazza della Libertà?
In piazza della Libertà vedi il Palazzo Pontificio, la fontana e la collegiata di San Tommaso da Villanova, tutti a pochi passi dalla bici appoggiata al muro. Arrivo con il fiato corto e faccio finta di guardare gli stucchi, mentre in realtà sto negoziando con i polmoni.
Il Palazzo, detto anche Apostolico, è stato avviato nel Seicento per Urbano VIII, su progetto di Carlo Maderno, sopra il castello dei Gandolfi e dei Savelli. L’aspetto di oggi risale al 1660, sotto Alessandro VII. Dal 2016, per decisione di papa Francesco, non è più la residenza estiva dei papi ed è un museo gestito dai Musei Vaticani.
La fontana in travertino è detta del Bernini e nel 1660 fu spostata al centro della piazza. La collegiata di San Tommaso da Villanova è un progetto di Bernini e fu costruita tra il 1658 e il 1661. Per Bernini sembra che a Castel Gandolfo ogni angolo facesse da cantiere, e ai Castelli i cantieri sulla strada li conosciamo bene tutti.
Come si visita il Palazzo Pontificio?
Il Palazzo si visita con un tour con audioguida, che si prenota online sul sito dei Musei Vaticani oppure, se resta posto, il giorno stesso all’ingresso in piazza della Libertà. Il biglietto intero costa 11 euro, il ridotto 5, e fino a 5 anni si entra gratis. L’audioguida parla italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese e russo, e non il dialetto di chi ti supera in salita.
Per i biglietti online esiste un solo sito ufficiale, tickets.museivaticani.va, e i siti che gli somigliano chiedono molto di più. Gli orari non li scrivo: il calendario delle Ville Pontificie cambia, quindi guardalo sul sito dei Musei Vaticani prima di partire, insieme ai prezzi.
Il dress code interessa chi pedala più di tutti. Non entrano indumenti sbracciati o scollati, né pantaloncini e minigonne, e non c’è guardaroba. Ammessi solo zaini e borse piccoli, niente valigie, niente cibo dentro, e nel sito non c’è un parcheggio. Il body da corsa, insomma, resta fuori con la bici: porta qualcosa di lungo in borsa e cambiati prima, a meno che tu voglia diventare l’attrazione del giorno.
Cosa si vede a Villa Barberini e alla Specola?
A Villa Barberini si vedono il Giardino Barberini, l’Antiquarium e i resti della villa di Domiziano, imperatore dall’81 al 96 d.C. Fu costruita nel Seicento dai Barberini ed entrò nelle Ville Pontificie solo nel 1929, con i Patti Lateranensi. Il complesso intero, con i Giardini Pontifici e Villa Cybo, copre circa 55 ettari.
Il giardino si visita su un veicolo ecologico con audioguida, per circa 60 minuti e senza mai scendere. Il biglietto intero costa 20 euro, il ridotto 15, e la visita non è adatta a chi usa una sedia a rotelle. Se ti verrà voglia di cogliere un fiore o un’erba, resisti: è vietato, e il manubrio sta bene anche senza rametti.
La Specola Vaticana è l’osservatorio astronomico delle Ville, e la sua visita guidata dura circa 60 minuti, in italiano o in inglese. Porta al Centro visitatori e alle Cupole Barberini, dove ci sono i telescopi Schmidt e Carte du Ciel, e si può abbinare alla visita del Palazzo. Si prenota sullo stesso sito dei Musei Vaticani.
Il sabato i Musei Vaticani organizzano anche un tour con partenza dalla stazione Roma San Pietro: treno, Palazzo Apostolico e ritorno, da 20 euro intero, secondo il calendario delle Ville Pontificie. Per un ciclista è un po’ come farsi accompagnare dalla mamma, ma almeno non si sbaglia stazione.
Come scendo al lago e cosa trovo sul lungolago?
Dal centro si scende al lago per le strade nel verde che i papi hanno fatto costruire, perché Castel Gandolfo sta sopra il lago e nessun centro abitato si affaccia davvero sulla riva. Il paese sta a circa 400 metri, il lago a 293, e la discesa si fa in un attimo. La risalita invece è un’altra storia, e a quella pensi già a metà strada.
Il lago Albano è nato nel cratere di un vulcano dei Colli Albani. Misura circa 6 km² e si estende per 3,5 km per 2,3 km, con una profondità massima di 168 metri, che sono parecchi metri di acqua in più di quelli che ti servono per un’uscita in bici. Nel 1960 sulle sue acque si disputarono le gare di canottaggio e di canoa delle Olimpiadi di Roma, e sulla riva c’è lo stadio olimpico del canottaggio del CONI.
Sul lungolago vale la pena fermarsi a guardare l’acqua anche con il contachilometri che ti sgrida. Se invece hai ancora benzina, puoi fare l’anello.
Com’è il giro del lago Albano?
Il giro del lago Albano è un anello di circa 10 km, con dislivello contenuto e fondo diviso a metà tra sterrato e asfalto. È facile sulla carta e un po’ meno nelle gomme, se hai pneumatici stretti da strada e un’idea romantica dello sterrato.
Dopo circa metà giro c’è un tratto stretto e scivoloso sopra l’area picnic di Bordo Lago, dove rallento e tengo la bici ben ferma. Poco più avanti, a Villa Giulia, una barriera bassa chiusa obbliga a scavalcare con la bici in spalla: con una bici pesante o con le borse è una piccola prova di forza, e un’ottima scusa per dire agli amici che hai fatto anche un po’ di sollevamento pesi. Verso la fine l’anello entra in un bosco su sterrato molto bello, dove la fatica smette di sembrare una colpa.
Quanto tempo serve e come organizzo le tappe?
Per fare le tappe senza correre servono più ore che chilometri, perché le visite hanno tempi diversi: giardino e Specola durano circa un’ora ciascuno. Conviene decidere prima quali vuoi fare, prenotare sul sito dei Musei Vaticani e lasciare il giro del lago per quando sei libero da orari e dress code.
Se hai poco tempo, resti in paese: piazza della Libertà, Palazzo e Villa Barberini. Se hai più energia, scendi al lago e fai l’anello, con la certezza che il ritorno è in salita. Sul Corso ci sono bar con i tavolini fuori col bel tempo, perfetti per una sosta prima del finale in salita, o per giustificare la salita stessa.
Per girare liberi conviene arrivare con la propria bici, anche se a Castel Gandolfo esiste un noleggio e-bike self-service (Elerent): controlla prima disponibilità e tariffe. Se preferisci farti accompagnare, esiste un tour guidato in e-bike che comprende l’Appia Antica e il lago: dura sei ore e include bici elettrica e casco.
Castel Gandolfo in bici funziona meglio se scegli le visite in anticipo, ti porti qualcosa di lungo da indossare e tieni energia per la risalita dal lago. Il lago è bravissimo a farsi guardare, ma la salita non la fa lui al posto tuo.

