La mtb a Velletri si fa sul Monte Artemisio, la montagna da 939 metri che sta alle spalle della città e che i Castelli Romani tengono per chi ha le gambe buone e la pazienza di spingere la bici nei punti peggiori. L’ho affrontata con l’entusiasmo di chi ha appena scoperto che 1.000 metri di dislivello sono davvero 1.000. Qui trovi i numeri dell’anello, la strada per arrivarci in treno, il rifugio nel bosco e le regole da rispettare.
Si può fare MTB sul Monte Artemisio?
Sì, sul Monte Artemisio si pedala in MTB, a patto di restare sui sentieri dove la bici è consentita. Il monte fa parte del Parco regionale dei Castelli Romani ed è anche un sito di interesse comunitario, quindi il Parco guarda con attenzione a chi ci passa.
Le regole del Parco sono semplici e le trovi sul suo sito. La bici si usa solo dove è permessa, si evitano i sentieri vietati e le proprietà private, non si inventano nuove tracce e si lascia stare il fango, che il terreno molle si porta via in un attimo. Il Parco non pubblica un elenco dei sentieri aperti alle bici: per questo mi regolo con i cartelli e con il buon senso, che costa meno di una multa.
Il codice di comportamento chiede velocità moderata, un saluto o un colpo di campanello quando incroci chi cammina o chi va a cavallo, e i cancelli chiusi dopo il passaggio. Sull’Artemisio ci vanno anche gli escursionisti, e il campanello lavora più dei miei quadricipiti. Se vuoi organizzare un evento sportivo, competitivo o no, serve il nulla osta del Parco.
Come è fatto il Monte Artemisio?
Il Monte Artemisio è il secondo anello di montagne del Vulcano Laziale, sul lato sud-est dei Colli Albani. Il versante nord scende verso i Pratoni del Vivaro e guarda Monte Cavo e il Maschio delle Faete, mentre sul lato opposto sotto di te c’è Velletri.
Le cime sono tre: il Monte Peschio, che arriva a 939 metri ed è il punto più alto del territorio di Velletri, il Maschio d’Ariano a 891 metri e il Maschio dell’Artemisio a 812. La vegetazione originale è fatta soprattutto di lecci, con qualche faggio sparso, e il bosco è fitto e ombroso: una benedizione d’estate, un po’ meno quando cerchi di capire dove sia finito il sentiero.
Sui sentieri incontri i nomi delle fonti, che suonano come un elenco di parenti lontani: Fontana del Turano, Fonte del Marcaccio, Fonte Pescara, Fonte Donzelletta, Acqua Donzella. Da bere ti consiglio di portarne comunque con te, perché fidarsi di una fontana di montagna è una scommessa che di solito perdo.
Quanto è lungo l’anello da Velletri ai Pratoni del Vivaro?
L’anello da Velletri verso i Pratoni del Vivaro e il Passo della Madonnella misura tra i 46 e i 52 chilometri e sale tra i 1.090 e i 1.350 metri, a seconda della traccia che segui. È un giro difficile, e lo dico con il tono di chi ci ha lasciato un pezzo di orgoglio: in alcuni tratti la bici si spinge a piedi.
| Dato | Anello da Velletri, Pratoni del Vivaro e Passo della Madonnella |
|---|---|
| Distanza | tra 46 e 52 km |
| Dislivello | tra 1.090 e 1.350 m |
| Difficoltà | difficile |
| Tratti a piedi | in alcuni punti si spinge la bici |
| Ambiente | Monte Artemisio e Pratoni del Vivaro |
Le varianti non mancano. Dalle stesse montagne partono altri anelli difficili, da Frascati, da Lariano e da Albano passando per Nemi: stanno più o meno tra i 40 e i 55 chilometri, con dislivelli da circa 1.000 fino a 1.800 metri. L’anello dal lato di Lariano è quello che ti fa guardare il contachilometri con sospetto. Chi vuole allungare il giro del Parco può anche agganciare la variante di Velletri e Lariano al Grande Anello, che aggiunge 16 chilometri e porta il totale a 69.
Da Velletri il monte ti sta sopra come un vicino silenzioso. Appena la strada punta verso l’alto, il bosco di lecci ti fa ombra e le gambe cominciano la lista dei rimpianti.
Come sono i Pratoni del Vivaro?
I Pratoni del Vivaro sono un altopiano a circa 580 metri, diviso tra Rocca di Papa e Velletri, e sono il premio dopo il bosco. Dopo ore di ombra ti ritrovi su prati aperti con il cielo sopra la testa e Monte Cavo davanti.
Qui sorge il Centro Federale di Equitazione, che ospitò le gare equestri delle Olimpiadi di Roma del 1960 e, più di recente, i Mondiali di equitazione del 2022. Ci si allenano i cavalli: rallenta, lascia spazio e non suonare il campanello a due metri da un animale da centinaia di chili, perché i cavalli apprezzano molto meno di te le sorprese. Nella frazione di Vivaro c’è anche l’Osservatorio Astronomico Franco Fuligni, attivo dal 2000, e il cielo da queste parti è buono per guardare le stelle.
D’estate l’altopiano è più fresco di Roma di cinque o sei gradi e d’inverno la neve è frequente, con forti escursioni tra giorno e notte. Per me significa tenere nello zaino una giacca anche ad agosto, per la sola ragione che ogni volta che non l’ho portata ne ho avuto bisogno.
Dove si trova il Rifugio dell’Artemisio?
Il Rifugio Forestale dell’Artemisio sta nel bosco a circa 700 metri di quota ed è una tappa fissa dei giri sul monte. Appartiene al Comune di Velletri ed è stato affidato nel 2015 per dieci anni all’associazione Natura Matura, e la Regione Lazio ha finanziato un intervento sul rifugio tramite il Parco.
Per orari di apertura e servizi conviene sentire il Comune di Velletri prima di partire: una telefonata costa poco e salva uno stomaco. Io parto comunque con acqua e cibo nello zaino e, se lo trovo aperto, lo considero un regalo.
Si può camminare sul Maschio d’Ariano?
Sì, il Maschio d’Ariano è una meta classica degli escursionisti, e vale la pena saperlo perché i sentieri li dividerai con loro. Un anello a piedi dalla Fontana del Turano misura circa 14 chilometri e sale per 560 metri su sentieri facili, mentre una traversata più lunga da Lariano a Rocca di Papa arriva a quasi 21 chilometri e circa 900 metri di salita, con un sentiero solo in parte segnato.
Per me questo significa due cose: arrivare con la carta escursionistica del Parco e salutare con garbo chi cammina. I camminatori sono molto più felici di vederti se li avvisi prima di sfiorarli.
Come arrivo a Velletri in treno con la bici?
Da Roma Termini a Velletri servono circa un’ora di regionale veloce. Velletri è il capolinea del ramo della FL4 che passa da Casabianca, Santa Maria delle Mole, Pavona, Cancelliera, Cecchina, Lanuvio, San Gennaro e Santa Eurosia. La stazione sta a 292 metri di quota, e l’ultimo tratto di strada fino ai sentieri comincia subito in salita, senza alcun riscaldamento.
Molti treni FL4 consentono di portare la bici, ma non tutti, e nei festivi le cose cambiano: controllo sempre il singolo treno prima di partire. Sugli autobus sostitutivi sono ammesse soltanto le bici pieghevoli in una borsa da 40 per 30 per 15 centimetri, quindi una mountain bike resta a terra, anche se la tratti con gentilezza.
La Via dei Laghi, la SR 217, finisce sulla Via Appia vicino a Velletri ed è trafficata per chi pedala. La evito volentieri e preferisco arrivare in treno.
Che cosa vedere a Velletri prima o dopo il giro?
Velletri è una città di circa 53.000 abitanti, a 332 metri di quota, sulle pendici meridionali dei Colli Albani e ai margini dell’Agro Pontino. Il centro storico merita una sosta con la bici a mano, perché le piazze stanno tra i 322 e i 358 metri e le salite sono finalmente a misura di caffè.
La Torre del Trivio, campanile della chiesa di Santa Maria del Trivio, svetta sulla città. La Cattedrale è dedicata a San Clemente e il Palazzo Comunale porta le firme del Vignola e di Giacomo della Porta. L’antica Velitrae fu città dei Volsci e dal 494 a.C. colonia romana, e tra le tracce romane ci sono la Villa degli Ottavi, legata alla famiglia di Augusto, e la Cisterna di Centocolonne. Nella Seconda guerra mondiale la città fu gravemente danneggiata e occupata dagli Alleati il primo giugno 1944, il che dà un’idea di quanta storia ci sia sotto le ruote.
Cosa mangiare e bere a Velletri dopo l’anello?
A Velletri dopo l’anello si beve il vino di casa, il Velletri DOC, bianco e rosso, prodotto tra Velletri, Lariano e una parte di Cisterna di Latina. Uno o due bicchieri sono ammessi solo se la bici torna a casa in treno, perché la discesa in sella con il vino in corpo è un’idea da tenere nei sogni.
Il vino è anche la festa del paese: la Festa dell’Uva e dei Vini si tiene nel centro storico, organizzata dal Comune, con i carri di grappoli, gli stand e le degustazioni. Nel 2026 è arrivata alla 95ª edizione, il 26 e 27 settembre. Per le date dell’anno in cui vai, controlla il programma sul sito del Comune. Se ti capita di pedalare in settembre, un’uscita in bici seguita da una passeggiata tra i carri è un ottimo modo per giustificare la salita.
Come mi preparo per la MTB a Velletri?
Per la MTB a Velletri ho bisogno di acqua, di gambe allenate e di margine per scendere dalla bici quando il sentiero lo chiede. Controllo le condizioni dei sentieri prima di uscire, perché un bosco cambia faccia più in fretta di una giacca da mezza stagione.
Scelgo una giornata asciutta: il fango rovina il sentiero e rovina anche il morale. Parto con la bici a posto, freni e gomme controllati la sera prima, perché fare il meccanico in un bosco di lecci è un hobby che non ho mai chiesto. E lascio sempre uno spazio sul sentiero per chi cammina o va a cavallo.
La mtb a Velletri sul Monte Artemisio è un anello difficile da 46 a 52 chilometri, con fino a 1.350 metri di salita, bosco, Pratoni e qualche tratto a piedi. Portati acqua e rispetto, e il ritorno in treno ti sembrerà il tratto più bello.

