I Pratoni del Vivaro in bici sono una bella meta per chi vuole salire dai Castelli Romani e pedalare tra prati, boschi e montagne. L’ho fatto partendo da Velletri: si guadagna quota, si fatica quanto basta per ricordarsi della colazione e poi si sbuca su un altopiano che sembra prendersi una pausa dal resto del mondo.
Dove sono i Pratoni del Vivaro
I Pratoni del Vivaro si trovano ai piedi di Rocca di Papa, nel Parco Regionale dei Castelli Romani, tra i comuni di Rocca di Papa e Velletri. Quando ci pedalo, sento già che il paesaggio cambia: intorno all’altopiano fanno da cornice Monte Artemisio a sud, Maschio delle Faete e Monte Cavo a nord.
La quota è di circa 580 metri. Rocca di Papa sale a 680 metri, mentre i rilievi che circondano la zona raggiungono all’incirca i 940 o 950 metri. Insomma, l’altopiano sta già abbastanza in alto da farmi sentire in montagna, anche se le gambe continuano a ricordarmi che sono partito con troppa allegria.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Quota dell’altopiano | Circa 580 m |
| Rilievi vicini | Monte Artemisio, 939 m; Monte Cavo, circa 950 m; Maschio delle Faete, 956 m |
| Anello da Velletri | Circa 46-48 km |
| Dislivello dell’anello da Velletri | Circa 1.100 m |
| Fondo dell’anello | Per lo più asfaltato |
| Difficoltà | Difficile |
I Pratoni fanno parte del Parco Regionale dei Castelli Romani e si trovano a meno di 35 chilometri dal centro di Roma. D’estate qui fa più fresco che in città, mentre d’inverno la neve è frequente e tra giorno e notte ci sono forti sbalzi di temperatura. Perciò, prima di partire, scelgo l’abbigliamento pensando alla giornata intera, non soltanto al sole che vedo dalla finestra.
Come arrivo ai Pratoni del Vivaro in bici
Per raggiungere i Pratoni del Vivaro in bici posso salire da Grottaferrata passando per Via Anagnina, da Rocca Priora oppure da Velletri e Rocca di Papa lungo la Strada Statale 217. Ho scelto il giro da Velletri, lungo un percorso ad anello che passa per il Passo della Madonnella e raggiunge l’altopiano.
La Strada Provinciale 18c attraversa la zona dei Pratoni. Da Velletri, la salita si sente e il giro completo richiede gambe pronte: sono circa 46-48 chilometri con circa 1.100 metri di dislivello. È un’uscita difficile, quindi non la tratto come una pedalata di recupero, anche se ogni tanto provo a convincermi del contrario.
Partendo da Roma, puoi raggiungere i Castelli lungo la Via dei Laghi, che passa per Nemi e il lago di Nemi. Per organizzare la giornata, conviene controllare prima il percorso fino al punto di partenza e portare acqua con sé.
Il giro da Velletri, nell’ordine in cui lo pedalo
L’anello da Velletri è un giro difficile, con la salita verso il Passo della Madonnella e il passaggio sui Pratoni del Vivaro. Parto da Velletri e seguo la strada verso i Pratoni: il dislivello totale, circa 1.100 metri, basta a dare un programma preciso alle gambe anche senza che debbano consultare l’agenda.
La prima parte dell’uscita serve a prendere quota. Lascio alle spalle la città e continuo verso l’altopiano; il fondo è per lo più asfaltato. La strada dei Pratoni è stata riasfaltata, ma la pedalata resta impegnativa: il panorama aiuta l’umore, mentre le gambe fanno la loro recensione con qualche borbottio.
Quando arrivo sui Pratoni, il paesaggio si apre tra prati e boschi. L’altopiano è a circa 580 metri e lascia spazio alla vista dei rilievi che lo circondano. Dopo la salita, mi fermo volentieri per riprendere fiato e guardarmi intorno: una pausa breve, perché appena resto fermo troppo a lungo la bici comincia a sembrarmi un mobile da salotto.
Sull’altopiano incontro anche l’area del centro equestre, dove si allenano cavalli e si svolgono gare. La zona è usata anche per passeggiate a cavallo, picnic e mountain bike, quindi tengo gli occhi aperti e lascio spazio ai cavalli. Qui la prudenza non toglie nulla alla pedalata: evita soltanto di trasformare una gita in una lezione improvvisata di equitazione.
Dopo il passaggio sui Pratoni continuo lungo l’anello e rientro verso Velletri. Il giro, tutto compreso, misura circa 46-48 chilometri e presenta un fondo per lo più asfaltato. Mi porto acqua a sufficienza per tutta l’uscita, perché non voglio affidare il finale della pedalata alla speranza e a una borraccia ottimista.
Cosa vedo sull’altopiano
I Pratoni ospitano un centro federale di equitazione istituito dal CONI nel 1959. Il complesso accolse la prova di completo delle Olimpiadi di Roma del 1960; il salto ostacoli si svolse allo Stadio Olimpico. Dopo aver pedalato fin qui, pensare che cavalli e atleti abbiano usato quest’area per gare internazionali mi fa sentire molto meno eroico per il solo fatto di aver superato una salita.
Il centro ha ospitato anche competizioni equestri internazionali, tra cui i Mondiali del 1998 e quelli del 2022. Oggi l’area mantiene la sua vocazione equestre, con cavalli in allenamento e gare. Quando passo, rallento e osservo ciò che succede attorno: la bici può aspettare qualche secondo, e per una volta non sono le gambe a chiedere la sosta.
Nella frazione di Vivaro si trova l’Osservatorio Astronomico Franco Fuligni, attivo dal 2000. La zona ha poco inquinamento luminoso e offre un buon cielo per osservare le stelle. Se la pedalata ti porta qui nel momento giusto della giornata, puoi aggiungere all’uscita uno sguardo verso il cielo; con la luce del giorno, intanto, mi godo quello che ho davanti senza cercare costellazioni con gli occhi pieni di sudore.
Il nome Vivaro si fa derivare dal latino vivarium, cioè vivaio. Un tempo qui c’era il Pantano della Doganella, poi bonificato. Tra il nome antico, il paesaggio aperto e i cavalli, la zona ha abbastanza storia da riempire una pausa; con il fiatone ancora in tasca di solito comincio dal panorama.
La storia recente dei Pratoni
I Pratoni del Vivaro sono passati da campo olimpico a luogo di rilancio. Dopo un periodo di abbandono, la Regione Lazio, la FISE e il Comune di Rocca di Papa, proprietario del complesso, hanno firmato un protocollo per rimettere a posto campi gara, strutture e terreni, e la Regione ha stanziato 800 mila euro. Sono stati sostituiti circa sessanta alberi: un giardiniere più veloce di me in salita.
Nel 2022 l’altopiano ha ospitato i campionati mondiali FEI di completo, dal 15 al 18 settembre, con 27 nazioni e il cross country il sabato 17, e di attacchi, dal 22 al 25 settembre, con 40 guidatori di 16 nazioni. Nei giorni di gara l’altopiano è molto più affollato del solito, con più cavalli che ciclisti e la precedenza che va a loro.
Bici da strada o mountain bike?
L’anello da Velletri è un giro su strada, per lo più asfaltato, e la strada dei Pratoni è stata riasfaltata. Intorno all’altopiano, però, molti percorsi vanno su sterrato e sono pensati per la mountain bike o il gravel, difficili e in certi punti da fare con la bici a spalla. Con le ruote sottili resto sull’asfalto: lo sterrato lo lascio a chi ha gomme e coraggio adatti, e di solito ne ho solo uno dei due.
Quando scegliere questa pedalata
L’estate è una buona stagione per cercare un po’ di fresco rispetto a Roma, mentre in inverno la neve frequente e gli sbalzi termici rendono più importante vestirsi in modo adatto. Prima di uscire controllo le condizioni della giornata e scelgo l’abbigliamento pensando che sull’altopiano il clima può cambiare rispetto alla partenza.
Questa pedalata è adatta a te se cerchi un’uscita su strada impegnativa e vuoi raggiungere un altopiano nel cuore dei Castelli. L’anello da Velletri comporta circa 1.100 metri di dislivello, quindi mi presento con le gambe pronte e una borraccia piena. Se preferisci una giornata facile, meglio scegliere un giro meno duro: il Vivaro non si offende, mentre le cosce potrebbero ricordarselo per un po’.
I Pratoni del Vivaro in bici ripagano la salita con un paesaggio aperto, prati, boschi e un centro equestre pieno di storia. Quando torno verso Velletri, porto a casa la fatica di un anello difficile e quella sensazione di aver pedalato lontano dalla città, anche se Roma resta vicina.

