Gravel ai Castelli Romani: i migliori anelli misti

Strada sterrata tra i castagni sui colli dei Castelli Romani, con un lago vulcanico sullo sfondo

Il gravel ai Castelli Romani funziona così: asfalto per arrivare, sterrato per divertirsi, basoli antichi per ricordarti che i romani non pensavano alle gomme da 40. Ho messo in fila sei anelli, dal giro breve di 13 km a quello da oltre 70 km che alla fine ti fa guardare il panino con rispetto, e per ognuno ti dico dove fatichi e dove ti conviene fermarti.

Quale anello gravel scegliere ai Castelli Romani?

Per un primo giro conviene l’anello facile tra i laghi, per una giornata piena l’anello dei Pratoni del Vivaro o quello della Via Sacra. Quasi tutti gli altri percorsi gravel della zona sono classificati difficili: richiedono buona forma e in qualche punto un po’ di bici a spinta, che è un modo elegante per dire che a volte si cammina.

AnelloDistanzaSalitaImpegnoCosa trovi
Genzano-Tempesta Spring, Ariccia-Lago Albano13-19 km260-290 mFacileGiri brevi tra i laghi
Giro del Lago Albanocirca 10 km100-240 mFacileAsfalto, sterrato, tratti stretti
Pratoni del Vivaro da Rocca di Papacirca 40 km930-940 mDifficileAltopiano, panorami, un punto con gradini
Pratoni, Via Sacra e Monte Cavo58-59 km1.280-1.290 mDifficileBasolato antico, bosco, Occhialone
Appia Antica e Lago Albano68-73 km970-1.040 mDifficileAppia Antica, monumenti, spiaggia sul lago
Genzano-Vivaro28-52 km650-1.230 mDifficileVarianti con tratti a piedi

I percorsi salgono e scendono tra circa 240 e 880 metri di quota, e si sente: tra l’anello più basso e quello più alto cambia il clima, non solo il fiatone. A luglio a Rocca di Papa la massima media è di 24,7 gradi contro i 31,5 di Roma, quindi in estate partire dai paesi alti è una scelta di sopravvivenza.

Quali giri gravel facili si fanno vicino ai laghi?

I giri facili sono gli anelli tra Genzano, Tempesta Spring e Ariccia, con 13-19 km e 260-290 metri di salita. Li scelgo quando voglio uscire senza trasformare la giornata in una trattativa con le gambe, e quando in gruppo c’è chi la bici l’ha ritirata fuori dal garage a marzo.

Il giro del Lago Albano misura circa 10 km e mescola asfalto e sterrato. Ha passaggi stretti e un dislivello tra 100 e 240 metri. Nei punti angusti rallento e, se incrocio qualcuno a piedi, lo faccio passare: il sentiero è largo quanto una buona educazione.

Chi vuole di più allunga verso Genzano e il Vivaro, ma lì il profilo cambia faccia e le gambe presentano il conto con la puntualità di una bolletta.

Come si pedala l’anello dei Pratoni del Vivaro?

L’anello dei Pratoni da Rocca di Papa misura circa 40 km e sale di 930-940 metri, quindi la salita è più di quanto i 40 km facciano pensare. Una bella fetta del giro è su sterrato e le quote vanno da poco più di 300 a circa 770 metri.

Sul percorso si aprono viste sul Lago Albano, sul Lago di Nemi e su Roma: sono i punti dove fingo di guardare il panorama mentre in realtà recupero il fiato. Alla Fontana della Necropoli ti fermi a rifornire l’acqua. C’è anche un breve punto con dei gradini, dove la bici si porta a spalla: un momento di confidenza con il telaio che non dimentichi.

Poi arrivi ai Pratoni del Vivaro, un altopiano a circa 580 metri con il Maschio delle Faete e Monte Cavo a nord e il Monte Artemisio, alto 939 metri, a sud. Qui nel 1959 il CONI aprì il Centro Federale di Equitazione, che ospitò le gare di equitazione delle Olimpiadi di Roma 1960 e molti anni dopo gli Europei di completo (1995 e 2007) e i Mondiali del 2022. Tra picnic, passeggiate a cavallo e altri ciclisti, vai piano e occhio ai cavalli: uno spavento a un cavallo da gara è un dettaglio che nessuno vuole sul curriculum.

A fine giro scendi verso Rocca di Papa, e la sosta migliore è il Caffè del Carpino, con la terrazza e la vista sul paese. Gli orari non li so, perciò prima di contare sul caffè telefona o cerca la pagina del locale.

Cosa offre l’anello della Via Sacra e di Monte Cavo?

L’anello tra Pratoni, Via Sacra e Monte Cavo misura 58-59 km e sale di 1.280-1.290 metri, ed è il giro da fare con una giornata intera e il pranzo già pensato. Mette insieme altopiano, bosco e basolato antico, e di tutti gli anelli è quello dove le gambe litigano di più con il cambio.

La Via Sacra parte dai Campi d’Annibale, attorno agli 800 metri, e sale verso Monte Cavo, a circa 950 metri. Il basolato è lungo circa 6 km, con oltre 5 km ben conservati nel bosco di faggi e castagni, ed è largo circa 2,6 metri: lastre di pietra lavica con i cordoli laterali in peperino, posate tra il VII e il VI secolo a.C. Ogni anno i popoli della Lega Latina salivano qui per le Feriae Latinae in onore di Giove Laziale, ma nessuno di loro doveva fare i conti con un’ora di salita su gomme tassellate.

A metà salita c’è l’Occhialone, una terrazza naturale con vista sui laghi di Albano e di Nemi: è la sosta più bella del giro e la scusa migliore per rifiatare. Col bagnato il basolato diventa scivoloso e in alcuni punti tocca scendere e spingere, quindi su questo anello decido io il passo e non il Garmin. In vetta del tempio di Giove non resta quasi nulla; ci sono invece decine di antenne radio e TV, che sono meno poetiche ma almeno fanno da punto di riferimento.

Poco più in là, sull’orlo dello stesso cratere, sta il Maschio delle Faete: 956 metri contro i 949 di Monte Cavo, sette metri di differenza che i locali usano ancora per litigare al bar.

Dove porta l’anello tra Appia Antica e Lago Albano?

L’anello tra la zona dei Colli Albani o di Santa Maria delle Mole, l’Appia Antica e il Lago Albano misura 68-73 km e sale di 970-1.040 metri. È il giro più lungo e anche quello con più monumenti: la giornata passa dai basoli dell’Appia Antica al Mausoleo di Cecilia Metella, dal Tempio di Ercole a una spiaggia sul Lago Albano, con un punto panoramico che guarda i due laghi, Albano e Nemi.

I basoli dell’Appia Antica vanno trattati con prudenza: sono belli, ma la vecchia strada romana non è stata pensata per le gomme moderne, e il pezzo dopo una sosta fotografica ti ricorda subito quanto pesa la bici. Su questo giro c’è anche un breve tratto dove la bici non è ammessa, tra i 160 e i 240 metri: si scende e si cammina, senza discutere.

Sui 70 km conviene partire presto e portare acqua e cibo a sufficienza. In estate meglio le prime ore del mattino, quando Roma sta ancora decidendo se svegliarsi.

Quali varianti collegano Genzano e Vivaro?

Gli anelli tra Genzano e Vivaro vanno da circa 28 km con 650 metri di salita fino a circa 52 km con 1.230 metri. Sono varianti difficili, con qualche tratto da fare a piedi, e quando voglio esplorare la zona senza spendere tutte le energie scelgo la versione corta.

Sulla versione lunga passa anche un breve tratto vietato alle bici, di circa 160 metri, quindi scendi e cammini. Sulla Fontana della Necropoli puoi riempire la borraccia, il che rende questo giro più gestibile di altri senza bar. Dopo la pioggia controllo le condizioni del bosco prima di partire: il fango è un compagno che nessuno ha invitato.

Come ci si arriva e cosa dice il Parco?

Il treno aiuta: la FL4 parte da Ciampino e raggiunge Frascati, Albano Laziale e Velletri, tutti punti da cui puoi partire senza auto. Gli anelli più lunghi partono vicino a una stazione, quindi il ritorno al treno è già incluso nel prezzo.

Il Parco dei Castelli Romani ammette la bici solo dove è consentita e chiede di evitare sentieri vietati, proprietà private, nuove tracce e terreno molle. L’elenco dei sentieri aperti alle bici il Parco non lo pubblica, quindi la scelta di dove pedalare resta tua. Il codice di comportamento è semplice: velocità moderata, saluto o campanello a chi cammina o va a cavallo, passare piano, chiudere i cancelli e non disturbare gli animali. Sulle strade, chi ti sorpassa deve lasciarti almeno 1,5 metri di distanza, regola in vigore dal 14 dicembre 2024: un bel margine, ma ricordati che chi guida non sempre lo ricorda.

Come scegliere il tuo giro gravel ai Castelli Romani?

Per iniziare scegli un anello facile tra i laghi, da 13 a 19 km, poi passa ai 40 km dei Pratoni quando le gambe sono d’accordo. Per una giornata di gravel ai Castelli Romani con tutto dentro, basolato, panorami e altopiano, l’anello della Via Sacra con i suoi 58-59 km resta la scelta più completa. Porta acqua, una camera d’aria e il buonumore: delle tre cose l’ultima è quella che si esaurisce per prima.